Rosso Ferrari


http://www.repubblica.it/economia/finanza/2014/02/05/news/fiat_scorporato_il_marchio_ferrari_da_solo_genera_50_milioni_di_utili-77795457/


Nella conferenza stampa Marchionne rassicura che il marchio Ferrari non verrà assorbito dal gruppo Fiat-Chrysler e non diventerà americano ma lo scorporo del marchio dal gruppo Fiat avvenuto nel febbraio 2014 prelude ad un suo trasferimento all’estero”


La Repubblica: Potrebbe essere la prima di una serie di mosse che porteranno gli asset immateriali del gruppo Fiat al di fuori dei confini nazionali. Il gruppo del Lingotto ha deciso di conferire il marchio Ferrari a una nuova società, separandolo dalle attività di automotive. L’intento dell’operazione potrebbe essere quello di trasportare all’estero gli asset che generano utili, come marchi e i brevetti, facilmente trasferibili, e lasciare in Italia quelle che generano i costi, come le attività produttive.


Marchionne però afferma che la Ferrari verrà quotata in borsa a Wall Street e che l’azienda diventerà una joint venture italo-olandse con sede a Londra. Quindi la Ferrari non sarà più italiana e non pagherà più le tasse in Italia come già è avvenuto per Fiat.
Riguardo al futuro della Ferrari sostiene che a decidere non sarà lui ma il consiglio di amministrazione, perché dice una cosa così scontata? Non certo per gli addetti ai lavori o per i giornalisti ma per il pubblico televisivo. Così aggira la domanda della stampa e intanto rassicura gli italiani, perché gli italiani che hanno visto cosa è accaduto in Fiat devono essere rassicurati! A questo servono anche le battute scherzose programmate con Montezemolo. La conferenza stampa si trasforma così in uno spettacolo pubblicitario e tranquillizzante nonostante la buona volontà (forse) dei giornalisti che pongono le domande.


E i politici stanno a guardare…


Lo stato avrebbe il dovere di intervenire, perché così verranno sottratti molti soldi ai cittadini a causa delle minori entrate fiscali e si aprono le porte ad una nuova delocalizzazione camuffata. Vorrei ricordare che lo stato ha svenduto a Fiat l’Alfa Romeo e la Fiat l’ha quasi smantellata e ha svalutato il marchio abbassando la qualità della produzione. Lo stato ha finanziato il gruppo Fiat attraverso la cassa integrazione, senza che da parte dello stesso venissero effettuati investimenti e programmi industriali credibili e senza che venisse garantita l’occupazione.
Sarebbe ora che lo stato presentasse il conto a Marchionne.


Lancio una provocazione, lo stato dovrebbe acquistare la Ferrari o addirittura espropriarla.
Solo in questo modo si potrebbe garantire l’italianità del marchio, l’introito fiscale e l’occupazione. Non si venga a dire che è un costo che lo stato non si può permettere perché si tratta di un’azienda che produce utili elevatissimi o che sarebbe un’ingerenza del pubblico nel settore privato in quanto si tratta di un patrimonio storico, tecnologico e sportivo che per il Paese è di fondamentale importanza e per questo deve essere difeso.

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