Riforma costituzionale senza il consenso del popolo.

Il Governo Renzi sta conculcando la Costituzione con metodi autoritari ed antidemocratici, qualcuno deve intervenire prima che sia troppo tardi.

Riporto i risultati delle elezioni politiche 2013 alla Camera:


PD 8.642.700 – 25,41% Seggi 292
SEL 1.090.802 – 3,2% Seggi 37
Centro Democratico 167.201 – 0,49% Seggi 6
SVP 146.804 – 0,43% Seggi 5

TOTALE CENTRO SINISTRA 10.047.507 – 29,54% Seggi 340

PDL 7.332.121 – 21,56% Seggi 97
Lega Nord 1.390.156 – 4,08% Seggi 18
Fratelli d’Italia 666.001 – 1,95% Seggi 9
La Destra 220.312 – 0,64% Seggi /
Grande Sud – MPA 148.570 – 0,43% Seggi /
MIR 81.972 – 0,24% Seggi /
Partito Pensionati 55.050 – 0,156 Seggi /
Intesa Popolare 25.680 – 0,07% Seggi /
Liberi per un’Italia Equa 3.238 – 0,00 Seggi /

TOTALE CENTRO DESTRA 9.923.100 – 29,18% Seggi 140

Movimento 5 Stelle Beppegrillo.it 8.688.545 – 25,55% Seggi 108

Scelta Civica 2.823.814 – 8,30% Seggi 37
Unione di Centro 608.292 – 1,78% Seggi 8
Futuro e Libertà 159.454 – 0,46 Seggi /

TOTALE COALIZIONE MONTI 3.591.560 – 10,56% Seggi 45

Rivoluzione Civile 765.054 – 2,24% Seggi /

FARE Per fermare il declino 380.937 – 1,12% Seggi

Sommando le percentuali di PD e area Monti si arriva a circa il 36%, se si considera anche l’NCD che non si è presentato alle elezioni ma si è formato successivamente si può arrivare al massiamo a circa il 45%. Considerando un’astensione di circa il 25%, l’attuale area di governo rappresenta più o meno il 34% degli italiani. Grazie alla legge elettorale con premio di maggioranza, poi dichiarata incostituzionale, il Centro Sinistra con meno del 30% dei consensi si è accaparrato, il 55% dei seggi pari a 340 deputati.

L’attuale presidente del consiglio Matteo Renzi non è stato eletto ma nominato dall’ex-Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Questo sarebbe già sufficiente per definire illegittimo il Governo ed il Parlamento.

Per poter compiere riforme costituzionali ed istituzionali, non solo è illegittimo ma completamente estraneo allo spirito costituente, vedasi l’art.138 della Costituzione stessa. Se si aggiungono il clima di violenza, verbale e non solo, che ha contraddistinto le sedute alla Camera del 12 e 13 Febbraio,  l’uscita delle opposizioni dall’aula, i dubbi nelle fila della stessa maggioranza ed il metodo antidemocratico di contingentamento dei tempi, il nuovo Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, garante della Costituzione e Presidente della Consulta, dovrebbe intervenire d’urgenza per garantire il popolo italiano avverso questo tentativo autoritario di modifica costituzionale a colpi di maggioranza. Suggerirei tre possibili gradi di intervento che credo potrebbe mettere in atto, congelare l’iter delle riforme per prendersi un lungo periodo di riflessione e ristabilire un clima politico accettabile, annullare quanto deliberato fino ad ora e ripartire da zero, sciogliere le camere e riprendere le riforme dopo nuove elezioni.

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Un tentativo di analisi della sconfitta del M5S, dei risultati delle europee e degli errori commessi.


I voti del M5S, non quelli degli attivisti, quelli che ci avevano portato al 26%, provengono da un’area che oscilla fra il voto di protesta ed il non-voto. Quelli persi non vanno agli altri partiti, tornano da dove erano venuti.

I voti del PD provengono da una base ideologizzata che ancora crede che il PD sia un partito ‘di sinistra’ e dai transfughi dal centro-destra che hanno capito che il PD è un partito di centro-destra. Sono per lo più grandi imprenditori, dipendenti dell’industria a tempo indeterminato, pensionati, indigenti, con un livello di istruzione medio. Infatti FI ha perso circa 3.000.000 voti e Scelta Civica-UDC sono scomparsi. Questi voti il M5S non può intercettarli.

I voti del centro-destra provengono da una base simile a quella del PD, ideologizzata in modo opposto, più sensibile alla demagogia e con un livello di istruzione più eterogeneo che va dal semi-analfabetismo a quello elevatissimo. Il centro-destra è stato spiazzato da Renzi e da Grillo ma i voti in fuga non migrano verso di noi ma verso il PD e la Lega.

La base elettorale del M5S è costituita principalmente ma non esclusivamente da giovani. Gli elettori M5S sono principalmente piccoli imprenditori o commercianti, disoccupati, precari e dipendenti delle PMI, con un livello di istruzione abbastanza elevato ed una condizione economica insoddisfacente o incerta ma non misera. Quindi sarebbe un errore pensare che un peggioramento delle condizioni economiche e sociali o il non mantenimento delle promesse da parte di Renzi ci possano portare maggiori consensi, anzi possono avere un effetto contrario.

Chi non arriva alla fine del mese ha paura di perdere anche quel poco che gli rimane e quindi ha posizioni conservatrici, è troppo preoccupato dalle condizioni contingenti per fare un analisi a lungo termine e capire che se continuiamo per questa via peggioreremo gradualmente fino alla distruzione. Infine non vota o vota per la conservazione.

La propaganda stile web-marketing e pure quella televisiva è deleteria per noi perché ha come obiettivo quelle fascie di popolazione che non ci voteranno mai ed al contrario allontana i più critici e gli indecisi. Su questo dobbiamo cambiare strada.

La coerenza e l’onestà sono importantissiame ma difficilmente vengono comprese dai cittadini, soprattutto perché i media tendono a nascondere le magagne ed esaltare le promesse. In ogni caso non si può pagare un prezzo come espulsioni e defezioni in nome della coerenza ad ogni costo, soprattutto se le divergenze sono minime. Ricordiamoci che i media sono specializzati nello sfruttare le polemiche interne per screditare qualunque posizione politica avversa. Quindi i contrasti dovrebbero essere gestiti anziché nascosti o risolti con le epurazioni.

I consensi che oggi sono inconquistabili, potrebbero non esserlo in futuro ma soltanto attraverso un’attività costante di coinvolgimento dei cittadini ed un radicamento sul territorio. E’ un processo lungo e faticoso ma è l’unica possibilità che abbiamo, lo stiamo facendo ma non abbiamo una strategia efficace infatti stiamo ottenendo scarsi risultati. Anche questo aspetto richiederebbe un’ampio dibattito interno ma anche aperto a tutti i cittadini.