La fine del lavoro.

LavoroGratis

La fine del lavoro.

Beppe Grillo ha ragione, la concorrenza (sleale) al lavoro umano sono le macchine.
Però le macchine (i robot) sono il futuro, il lavoro di produzione potrebbe scomparire completamente. Lo scopo delle attuali politiche economiche e finanziarie è quello di controllare i capitali (e le macchine) in modo da obbligare gli uomini al lavoro ripetitivo e mantenerli schiavi. Lo scopo principale è il potere, non la ricchezza!
(continua…)
https://manuelsimonini62.wordpress.com/2014/10/10/jobs-end/

La soluzione alla scomparsa del lavoro, almeno come è inteso oggi, sembra impossibile, invece è abbastanza semplice. Basterebbe che il reddito generato dalla produzione automatica venisse redistribuito in quantità sufficiente a giustificare la produzione stessa. Solo poche persone lavorerebbero, svolgendo mansioni più qualificate e molto diverse da quelle di oggi, ottenendo una ricchezza superiore alla media, ma sarebbero le macchine a mantenere la rimanente parte dell’umanità. Ovviamente la popolazione non dovrebbe aumentare oltre i limiti imposti dalle risorse del pianeta, altrimenti tutto si squilibrerebbe catastroficamente. Questo sarebbe possibile se fossimo di fronte ad un problema economico, ma la natura del problema che viviamo oggi non è economica ma politica. Ribadisco, lo scopo è il potere di pochi sulle masse.

Riforma costituzionale senza il consenso del popolo.

Il Governo Renzi sta conculcando la Costituzione con metodi autoritari ed antidemocratici, qualcuno deve intervenire prima che sia troppo tardi.

Riporto i risultati delle elezioni politiche 2013 alla Camera:


PD 8.642.700 – 25,41% Seggi 292
SEL 1.090.802 – 3,2% Seggi 37
Centro Democratico 167.201 – 0,49% Seggi 6
SVP 146.804 – 0,43% Seggi 5

TOTALE CENTRO SINISTRA 10.047.507 – 29,54% Seggi 340

PDL 7.332.121 – 21,56% Seggi 97
Lega Nord 1.390.156 – 4,08% Seggi 18
Fratelli d’Italia 666.001 – 1,95% Seggi 9
La Destra 220.312 – 0,64% Seggi /
Grande Sud – MPA 148.570 – 0,43% Seggi /
MIR 81.972 – 0,24% Seggi /
Partito Pensionati 55.050 – 0,156 Seggi /
Intesa Popolare 25.680 – 0,07% Seggi /
Liberi per un’Italia Equa 3.238 – 0,00 Seggi /

TOTALE CENTRO DESTRA 9.923.100 – 29,18% Seggi 140

Movimento 5 Stelle Beppegrillo.it 8.688.545 – 25,55% Seggi 108

Scelta Civica 2.823.814 – 8,30% Seggi 37
Unione di Centro 608.292 – 1,78% Seggi 8
Futuro e Libertà 159.454 – 0,46 Seggi /

TOTALE COALIZIONE MONTI 3.591.560 – 10,56% Seggi 45

Rivoluzione Civile 765.054 – 2,24% Seggi /

FARE Per fermare il declino 380.937 – 1,12% Seggi

Sommando le percentuali di PD e area Monti si arriva a circa il 36%, se si considera anche l’NCD che non si è presentato alle elezioni ma si è formato successivamente si può arrivare al massiamo a circa il 45%. Considerando un’astensione di circa il 25%, l’attuale area di governo rappresenta più o meno il 34% degli italiani. Grazie alla legge elettorale con premio di maggioranza, poi dichiarata incostituzionale, il Centro Sinistra con meno del 30% dei consensi si è accaparrato, il 55% dei seggi pari a 340 deputati.

L’attuale presidente del consiglio Matteo Renzi non è stato eletto ma nominato dall’ex-Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Questo sarebbe già sufficiente per definire illegittimo il Governo ed il Parlamento.

Per poter compiere riforme costituzionali ed istituzionali, non solo è illegittimo ma completamente estraneo allo spirito costituente, vedasi l’art.138 della Costituzione stessa. Se si aggiungono il clima di violenza, verbale e non solo, che ha contraddistinto le sedute alla Camera del 12 e 13 Febbraio,  l’uscita delle opposizioni dall’aula, i dubbi nelle fila della stessa maggioranza ed il metodo antidemocratico di contingentamento dei tempi, il nuovo Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, garante della Costituzione e Presidente della Consulta, dovrebbe intervenire d’urgenza per garantire il popolo italiano avverso questo tentativo autoritario di modifica costituzionale a colpi di maggioranza. Suggerirei tre possibili gradi di intervento che credo potrebbe mettere in atto, congelare l’iter delle riforme per prendersi un lungo periodo di riflessione e ristabilire un clima politico accettabile, annullare quanto deliberato fino ad ora e ripartire da zero, sciogliere le camere e riprendere le riforme dopo nuove elezioni.

L’Euro ci sta uccidendo


L’Euro ci sta uccidendo

Riporto questo interessante articolo di Paolo Barnard, che spiega in modo chiaro i motivi cha hanno portato alla scelta dell’Euro. L’Euro non è l’unica causa dei nostri mali, ma è stato lo strumento attraverso il quale, il mondo dell’alta finanza globale si è appropriata della nostra sovranità nazionale. Attraverso questo cavallo di troia, hanno fatto passare trattati capestro che soffocano le economie ed il benessere dei cittadini.

E’ tutto falso, e ci stanno ammazzando.
Di Paolo Barnard


Faccio appello ai pochi che ancora usano la loro testa, vi prego, osservate.

L’Europa dell’euro sta esplodendo, e i prossimi a finire sotto le macerie saremo noi italiani, i portoghesi e gli spagnoli. Poi verranno i francesi e i tedeschi. Perché? Perché abbiamo tutti adottato una moneta, l’euro, che è sospesa nel nulla, non ha cioè uno Stato sovrano che la regoli, non si sa di chi sia, e soprattutto noi Stati europei la possiamo solo USARE, non possedere. E’ tutto qui il disastro, e vi spiego.

Ho già scritto che se la Grecia fosse ancora uno Stato che emette moneta sovrana non avrebbe nessun problema, perché potrebbe fare quello che fecero gli USA con un indebitamento assai peggiore (deficit di bilancio al 25% del PIL) 60 anni fa: emettere moneta, pagare parti del debito e rilanciare l’economia senza quasi limite. E’ esattamente quello che fa il Giappone da decenni. Osservate: oltre agli Stati Uniti che sono indebitatissimi (deficit di bilancio 1.400 miliardi di dollari e in crescita prevista fino a 2.900 fra 3 anni), il Giappone ha oggi un rapporto debito-Prodotto Interno Lordo del 200% circa (che in Europa sarebbe considerato l’inferno in terra), la Gran Bretagna ha in pratica lo stesso deficit di bilancio della Grecia e dovrà prendere in prestito 500 miliardi di sterline nei prossimi 5 anni. Ma avete sentito da qualche parte che vi sia un allarme catastrofico su USA, Giappone e Gran Bretagna? C’è qualcuno che sta infliggendo a quei tre Paesi le sevizie di spesa pubblica che saranno inflitte ai greci? No! Perché? Perché Stati Uniti, Giappone e Gran Bretagna sono possessori di una loro moneta non convertibile e non agganciata ad altre monete forti, e questo significa che i loro governi possono emettere moneta nel Paese per risanarsi come detto sopra. E attenzione: possono farlo prendendola in prestito da se stessi, che a sua volta significa che se si indebitano fino al collo possono poi rifinanziarsi il debito all’infinito. E’ come se un marito fosse indebitato con la moglie… cosa succede? Nulla, sono lo stesso nucleo. Noi Stati europei invece dobbiamo, prima di spendere, prendere in prestito gli euro dai mercati di capitali, e quindi per noi i debiti sono un problema, perché li dobbiamo restituire a qualcun altro, non più solo a noi stessi. Noi siamo il marito e la moglie indebitati con gli usurai, ben altra storia.

Ribadisco: uno Stato con moneta sovrana, come appunto Stati Uniti, Giappone o Gran Bretagna, può emettere debito sovrano senza problemi, e finanziarlo praticamente all’infinito con l’emissione di altra moneta, e questo, al contrario di quello che tutti vi raccontano, non è un problema (i dettagli tecnici in un mio studio futuro). Quanto ho appena scritto, è stato confermato pochi mesi fa, fra gli altri, dall’ex presidente della Federal Reserve (banca centrale) americana, Alan Greenspan, che ha detto “un governo non potrà mai fare bancarotta coi debiti emessi nella propria moneta sovrana”. Infatti USA, Gran Bretagna e Giappone, che emettono debiti immensi, non sono al collasso come la povera Grecia e nessuno li sta crocifiggendo.

A voi che avete una mente libera, non viene da chiedervi perché gli USA sono rimasti al balcone a guardare, senza far nulla, la nascita di questo presunto gigante economico dell’euro? Sono stupidi? No. Sono furbi. Sapevano e sanno esattamente quello che ho detto, e cioè che con l’unione monetaria noi Stati europei ci saremmo ficcati precisamente nella gabbia in cui siamo: prigionieri di debiti che non possiamo più controllare e rifinanziare con una nostra moneta sovrana. A chi non lo ricorda, rammento che l’Italia con moneta sovrana degli anni ‘70/80 era zeppa di debito e di inflazione, ma aveva un’economia fortissima che oggi ci sogniamo (e su cui ancora mangiano milioni di figli del boom di quegli anni). Guarda caso dalla metà degli anni ’80, dalla nascita cioè dei poteri finanziari sovranazionali che sono quelli che lucrano oggi sulle nostre disgrazie, si iniziò a predicare agli Stati con moneta sovrana che un debito pubblico e un deficit erano la peste, e questo non è vero. Rileggete sopra. Non lo sono mai se uno Stato ha moneta propria, perché di nuovo “un governo non potrà mai fare bancarotta coi debiti emessi nella propria moneta sovrana”. Alan Greenspan è piuttosto attendibile, e furbo. E allora che scopo aveva quel mantra ossessivo sui (falsi) danni di deficit e debito pubblico che nessuno oggi osa più sfidare? Risposta: spingerci nella mani di una unione monetaria capestro con regole assurde di limiti del deficit e del debito, che ci avrebbe sottratto l’unica arma possibile (la sovranità monetaria) per gestire senza danni l’indebitamento. E questo per compiacere a chi? Risposta: al Tribunale Internazionale degli Investitori e Speculatori guidato appunto dagli Stati Uniti, che con la scusa del risanamento degli Stati indebitati ma non più sovrani (noi appunto) ci costringe a vendere a prezzi stracciati i nostri beni pubblici ai barracuda finanziari, a deprezzare il lavoro con la disoccupazione (tanta offerta di lavoratori = crollano i loro prezzi, come con le merci), rovinando così le vite di generazioni di esseri umani, le nostre vite.

Infine, ricordo chi ha così fortemente voluto in Italia l’unione monetaria europea: Romano Prodi e Giuliano Amato in primis, che non sono stupidi e sapevano benissimo dove ci avrebbero portati. Alla faccia di chi ancora demonizza il centrodestra, che di peccati ne ha, ma confronto a questo sono cosucce da ridere. Qui stiamo parlando della svendita della speranza, per generazioni di cittadini, di poter avere controllo sull’economia, che è tutto, è libertà e democrazia, perché da cassintegrati/precari e senza più uno Stato sociale decente si è a tutti gli effetti degli schiavi.

La crisi dell’Europa, il calvario della Grecia e il nostro prossimo calvario, sono tutta una montatura costruita dall’inganno dell’unione monetaria, dall’inganno dell’inesistente dovere di risanare i debiti degli Stati, che non sono mai un problema se quegli Stati sono monetariamente sovrani. Un inganno ordito dai soliti noti di cui sopra.

Uscire dall’unione monetaria subito! Ritornare Stati europei con moneta sovrana e non convertibile, ora! Hanno ragione i greci, e faccio eco al loro grido scritto sulle pendici dell’acropoli: “Popoli d’Europa, sollevatevi

Jobs end

Beppe Grillo ha ragione, la concorrenza (sleale) al lavoro umano sono le macchine. Però le macchine (i robot) sono il futuro, il lavoro di produzione potrebbe scomparire completamente. Lo scopo delle attuali politiche economiche e finanziarie è quello di controllare i capitali (e le macchine) in modo da obbligare gli uomini al lavoro ripetitivo e mantenerli schiavi. Lo scopo principale è il potere, non la ricchezza! Il reddito di cittadinanza non può essere legato al lavoro inteso in questo senso ma ai lavori creativi e di cura della persona e dell’ambiente.

Lo Slaves Act annunciato da Renzi dovrebbe essere il motivo determinante per convincere i dissidenti del PD ad affossare il governo prima che sia troppo tardi. Appoggiare questa contoriforma di estrema destra, al PD, farà perdere vari milioni di voti. E’ l’esatto contrario di cui l’Italia ha bisogno, perché oltre che ingiusto ed impopolare non è nemmeno efficace a combattere la disoccupazione ed aumentare la produttività.

Jobs Act: I nuovi emendamenti confermano l’indole schiavista di Renzi.
La sinistra PD si preoccupa dell’Art.18 e non si accorge che la cosa più pericolosa e dannosa è il demansionamento, strada spianata alla diminuzione salariale e al libero mobbing. (Art.14) Congratulazioni! Giusto per chiarire le idee a chi crede ancora che il PD sia ‘di sinistra’.

Divina Commedia, canto XXIII: ‘trovai di voi un tal, che per sua opra
in anima in Cocito già si bagna,
e in corpo par vivo ancor di sopra.’
Dante conosceva Renzi?

Ecco cosa ci possiamo aspettare dai 1000 giorni di Renzi.

Schiavismo. https://manuelsimonini62.wordpress.com/…/tabellini…/ Fame e sete: privatizzazioni e vendita delle municipalizzate. https://www.facebook.com/photo.php?v=1442525739360774&fref=nf http://www.ansa.it/…/verso-taglio-partecipate-non… Dittatura. https://manuelsimonini62.wordpress.com/…/riforme…/ Terrorismo economico. https://manuelsimonini62.wordpress.com/…/verra-la…/ Propaganda. https://manuelsimonini62.wordpress.com/…/renzi-usa-la-sla/

Un tentativo di analisi della sconfitta del M5S, dei risultati delle europee e degli errori commessi.


I voti del M5S, non quelli degli attivisti, quelli che ci avevano portato al 26%, provengono da un’area che oscilla fra il voto di protesta ed il non-voto. Quelli persi non vanno agli altri partiti, tornano da dove erano venuti.

I voti del PD provengono da una base ideologizzata che ancora crede che il PD sia un partito ‘di sinistra’ e dai transfughi dal centro-destra che hanno capito che il PD è un partito di centro-destra. Sono per lo più grandi imprenditori, dipendenti dell’industria a tempo indeterminato, pensionati, indigenti, con un livello di istruzione medio. Infatti FI ha perso circa 3.000.000 voti e Scelta Civica-UDC sono scomparsi. Questi voti il M5S non può intercettarli.

I voti del centro-destra provengono da una base simile a quella del PD, ideologizzata in modo opposto, più sensibile alla demagogia e con un livello di istruzione più eterogeneo che va dal semi-analfabetismo a quello elevatissimo. Il centro-destra è stato spiazzato da Renzi e da Grillo ma i voti in fuga non migrano verso di noi ma verso il PD e la Lega.

La base elettorale del M5S è costituita principalmente ma non esclusivamente da giovani. Gli elettori M5S sono principalmente piccoli imprenditori o commercianti, disoccupati, precari e dipendenti delle PMI, con un livello di istruzione abbastanza elevato ed una condizione economica insoddisfacente o incerta ma non misera. Quindi sarebbe un errore pensare che un peggioramento delle condizioni economiche e sociali o il non mantenimento delle promesse da parte di Renzi ci possano portare maggiori consensi, anzi possono avere un effetto contrario.

Chi non arriva alla fine del mese ha paura di perdere anche quel poco che gli rimane e quindi ha posizioni conservatrici, è troppo preoccupato dalle condizioni contingenti per fare un analisi a lungo termine e capire che se continuiamo per questa via peggioreremo gradualmente fino alla distruzione. Infine non vota o vota per la conservazione.

La propaganda stile web-marketing e pure quella televisiva è deleteria per noi perché ha come obiettivo quelle fascie di popolazione che non ci voteranno mai ed al contrario allontana i più critici e gli indecisi. Su questo dobbiamo cambiare strada.

La coerenza e l’onestà sono importantissiame ma difficilmente vengono comprese dai cittadini, soprattutto perché i media tendono a nascondere le magagne ed esaltare le promesse. In ogni caso non si può pagare un prezzo come espulsioni e defezioni in nome della coerenza ad ogni costo, soprattutto se le divergenze sono minime. Ricordiamoci che i media sono specializzati nello sfruttare le polemiche interne per screditare qualunque posizione politica avversa. Quindi i contrasti dovrebbero essere gestiti anziché nascosti o risolti con le epurazioni.

I consensi che oggi sono inconquistabili, potrebbero non esserlo in futuro ma soltanto attraverso un’attività costante di coinvolgimento dei cittadini ed un radicamento sul territorio. E’ un processo lungo e faticoso ma è l’unica possibilità che abbiamo, lo stiamo facendo ma non abbiamo una strategia efficace infatti stiamo ottenendo scarsi risultati. Anche questo aspetto richiederebbe un’ampio dibattito interno ma anche aperto a tutti i cittadini.