Let’s say “όχι” against austerity!

Tsipras

Call to the Greeks


Bipolarism, Europe, globalization and the priorities of finance vs politics and the real economy have destroyed the representative democracy.

Say NO at July 5th referendum, all European citizens are asking you it.
Don’t be afraid about your future, what the Europeans heads of state are telling is false. There is no danger of grexit, Europeans nations can’t afford it. They will deal with less claims if it will win the ‘NO’!

The Europeans people (not the nations) will support you, whit solidarity.
Please share this message with your relatives and friends and make them safe about the opportunities that will came from a ‘NO’ victory.


ReferendumGrecia

Il cavallo di troika

Tsipras

(ANSA) – BRUXELLES, 19 FEB – La Commissione Ue ha ricevuto la richiesta di estensione del programma di aiuti, e ritiene che sia “un segno positivo che spiana la strada ad un compromesso ragionevole nell’interesse di tutta l’Eurozona”: lo ha detto il portavoce del presidente Jean Claude Juncker precisando che il presidente, Dijsselbloem e Tsipras hanno avuto discussioni fino a questa mattina.

Caro Presidente dell’Eurogruppo,
Nel corso degli ultimi cinque anni, il popolo greco ha esercitato notevoli sforzi di adeguamento economico. Il nuovo governo si è impegnato ad un processo di riforma più ampio e profondo volto a un duraturo miglioramento delle prospettive di crescita e di occupazione, a raggiungere la sostenibilità del debito e la stabilità finanziaria, a migliorare l’equità sociale e a mitigare il notevole costo sociale della crisi in corso.
Le autorità greche riconoscono che le procedure concordate dai governi precedenti sono state interrotti dalle elezioni presidenziali e recenti, e che, di conseguenza, molte delle disposizioni tecniche sono state invalidate. Le autorità greche si impegnano a onorare gli obblighi finanziari della Grecia verso tutti i suoi creditori, così come affermano la loro intenzione di collaborare con i partner al fine di evitare ostacoli tecnici nell’ambito del Master Facility Agreement che noi riconosciamo come vincolanti nei suoi contenuti finanziari e procedurali.

In questo contesto, le autorità greche chiedono la proroga del Master Financial Assistance Facility Agreement (il nome tecnico del programma, ndr) per un periodo di sei mesi dalla sua conclusione, nel corso del quale periodo si procederà congiuntamente, e utilizzando al meglio la flessibilità presente nell’accordo attuale, verso l’efficace conclusione e un riesame sulla base delle proposte, da un lato, del governo greco e, dall’altro, delle le istituzioni.

Lo scopo della proroga di sei mesi su richiesta della durata dell’Accordo è:
(a) Di accettare i termini finanziari e amministrativi reciprocamente accettabili la cui attuazione, in collaborazione con le istituzioni, stabilizzerà la posizione fiscale della Grecia, porterà a conseguire adeguati avanzi di bilancio primario, la stabilità del debito e la realizzazione degli obiettivi di bilancio per il 2015 che prendano in considerazione l’attuale situazione economica.
(b) Di assicurare, in stretta collaborazione con i nostri partner europei e internazionali, che le nuove misure siano integralmente coperte, e che ci asterremo da azioni unilaterali che potrebbero pregiudicare gli obiettivi di bilancio, la ripresa economica e la stabilità finanziaria.
(c) Di consentire alla Banca Centrale Europea di reintrodurre l’esenzione in conformità con le sue procedure e i regolamenti.
(d) Di estendere la disponibilità delle obbligazioni EFSF detenute dal HFSF per tutta la durata dell’accordo.
(e) Di iniziare i lavori tra i team tecnici su un possibile nuovo contratto, per la ripresa e la crescita, che le autorità greche prevedono tra la Grecia, l’Europa e il Fondo monetario internazionale, che potrebbe seguire l’accordo corrente.
(f) Di accordarsi su una vigilanza nel quadro dell’Unione europea e della Bce e, nello stesso spirito, con il Fondo monetario internazionale per tutta la durata dell’accordo prorogato.
(G) Di discutere la maniera di attuare la decisione dell’Eurogruppo del novembre 2012 in merito a possibili ulteriori interventi sul debito e per l’assistenza alla sua attuazione dopo il completamento dell’accordo prorogato e come parte del contratto di follow-up.

Con in mente quanto sopra, il governo greco esprime la sua determinazione a cooperare strettamente con le istituzioni dell’Unione europea e con il Fondo monetario internazionale per: (a) per raggiungere la stabilità di bilancio e finanziaria e (b) per consentire al governo greco di introdurre riforme sostanziali e profonde che sono necessarie per ripristinare le condizioni di vita di milioni di cittadini greci attraverso una crescita economica sostenibile, attività lucrative e coesione sociale.

Cordialmente

Yanis Varoufakis

Ministro delle FInanze della Repubblica ellenica

Fonte: http://www.eunews.it/2015/02/19/la-lettera-della-grecia-per-richiedere-lestensione-di-6-mesi-del-programma-testo/30607
(Traduzione della lettera pubblicata in anteprima dalla Reuters)

Il testo della lettera è volutamente ambiguo e chi in un primo tempo ha pensato che Tsipras e Varoufakis fossero degli ingenui dilettanti allo sbaraglio dovrà ricredersi.
Questo documento potrebbe rivelarsi un autentico cavallo di Troia volto a scardinare la politica economica europea dall’interno.
I primi effetti già si vedono.
In Germania si evidenziano le prime divisioni interne fra governo e partito socialdemocratico. “La lettera di Atene non presenta alcuna proposta di soluzione sostanziale”, fa sapere il governo di Berlino. “Lo scritto non corrisponde ai criteri stabiliti nell’eurogruppo di lunedì”. Ma Gabriel striglia Schaeuble: “la proposta scritta del governo greco per le trattative sul prosieguo del programma di riforme è un primo passo nella direzione giusta”.
La Francia: “Agisce e agirà affinché la Grecia possa mantenere il suo posto in questa Europa”.
Renzi non si esime dall’esprimere le sue solite insignificanti opinioni: “L’Italia sta facendo lavoro di cerniera tra i Paesi più rigidi, austeri, e la Grecia. Cerchiamo di dare una mano al governo greco, d’accordo con la commissione Ue, per trovare una soluzione. Il governo greco non può fare il furbo e lasciare da pagare agli altri. Ma un minimo di flessibilità va dato a fronte di riforme”.
La Ue invece: “Spiana la strada a un accordo ragionevole”.
I paesi del nord appoggiano la Germania.
Anche i governi degli altri paesi sottoposti alla dieta tedesca, appoggiano la Germania perché “hanno già fatto le riforme ed i sacrifici necessari e non è giusto che la Grecia ne sia esentata”, ma le opposizioni e le popolazioni in difficoltà potrebbero prendere il sopravvento, ad esempio Le Pen in Francia, Podemos in Spagna.
Il Fondo monetario se ne lava le mani: “Le attuali discussioni sulla Grecia riguardano l’eventuale estensione del programma europeo. Il programma del Fondo monetario scade nel marzo del 2016 e va avanti fino al 2016. In questa fase non c’è bisogno di prorogarlo”.

Questa situazione è fluida e potrebbe evolversi in modi diversi. Potrebbe sfociare in un conflitto politico permanente fra i nazionalismi di Grecia e Germania oppure in una coalizione anti-tedesca dei paesi in difficoltà o ancora in un totale sfaldamento della UE. Anche una revisione dei trattati e del ruolo della BCE, si prospetta all’orizzonte, anche se purtroppo è improbabile. Un’Europa basata sul Consiglio Europeo in mano alle componenti governative nazionali, come scaturita dal trattato di Lisbona è difficilmente rifomabile.
La strategia di Tsipras, credo che sia quella di prendere tempo in attesa di una vittoria di Podemos ed eventuali ulteriori difficoltà e divisioni di Francia ed Italia e almeno per ora la logica del dividi et impera sembra funzionare.

Let’s support Tsipras against austerity

Tsipras

Bipolarism, Europe, globalization and the priorities of finance vs politics and the real economy have destroyed the representative democracy. We need a drastic turn to free us from men alone (or in bad company) to the command.

So: sink the constitutional (unelected Senate) and institutional (electoral law) reforms, leave the EU pact, nationalize the central bank, reintroduce protectionism and exclusivity of the state in the country’s strategic activities (health, education, energy, environment, telecommunications, energy and transport), economic planning at least ten years long, renegotiate public debt, a tax system based on capital rather than on income and indirect taxes, citizenship income, repeal of Treu, Biagi and Fornero laws. Instruments of direct democracy (proactive referendum without quorum, requirement of approval or rejection of the popular initiative laws with deadlines), limitation of the powers of government (eliminating or greatly limiting DDL, government delegation and trust votes) restoring the parliament centrality as provides by constitution.

We should support Tsipras, Podemos and all euro-critical forces, look for a coordination between all the countries of the south, to undo this Europe, reform it is not possible, to rebuild it on different basis (Ventotene Manifest).

Reforming the justice in a completely different way from what we now propose all political forces, reducing the time of civil process, abolition of the prescription for more serious financial crimes, laws with expiration date, abolition of any privilege for politicians. (with the exception for opinion crimes)

Reforming the school, especially the universities, which should be available to all citizens regardless of age, even with individual courses or courses of study, indipendently of the degree programs, providing services to businesses and being central in basic research.

In short, a ‘Left’ program if you can call it yet, otherwise call it populist but the content doesn’t change.

Aiutiamo Tsipras contro l’austerità

Tsipras

Il bipolarismo, l’Europa, la globalizzazione e la priorità della finanza sulla politica e l’economia reale hanno distrutto la democrazia rappresentativa. Occorre una svolta drastica che ci liberi dagli uomini soli (o in pessima compagnia) al comando.

Quindi: affossare le riforme costituzionali (senato non elettivo) e istituzionali (legge elettorale), uscire dai patti UE, nazionalizzare la banca centrale, reintrodurre protezionismo ed esclusività dello stato nelle attività strategiche del paese (sanità, scuola, energia, ambiente, telecomunicazioni, energia e trasporti), programmazione economica almeno decennale, rinegoziaziare il debito pubblico, un sistema fiscale basato sul patrimonio anziché sul reddito e sulle imposte indirette, reddito di cittadinanza, abrogazione delle leggi Treu, Biagi e Fornero. Strumenti di democrazia diretta (referendum propositivi senza quorum, obbligo di approvazione o bocciatura delle leggi di iniziativa popolare con tempi certi), limitazione dei poteri del governo (eliminare o limitare fortemente DDL, leggi delega e voti di fiducia) ristabilendo la centralità del parlamento come prevede la costituzione.

Dovremmo appoggiare Tsipras, Podemos e tutte le forze euro-critiche, cercare un coordinamento fra tutti i paesi del sud, disfare questa Europa, riformarla non è possibile, per ricostruirla su basi diverse (manifesto di Ventotene).

Riformare la giustizia in un senso completamente diverso da ciò che oggi propongono tutte le forze politiche, abbreviazione dei tempi dei processi civili, abolizione della prescrizione per i reati finanziari più gravi, leggi con data di scadenza, abolizione di qualunque privilegio per i politici. (con la sola eccezione per i reati di opinione)

Riformare la scuola, soprattutto l’università, che dovrebbe essere disponibile per tutti i cittadini di qualunque età, anche con singoli corsi o cicli di studio indipendentemente dai corsi di laurea, fornire servizi alle imprese ed essere centrale nella ricerca di base.

Insomma un programma ‘di sinistra’ se ancora si può chiamare così, altrimenti chiamiamolo populista ma il contenuto non cambia.

Mason-Dixon mobile

La Mason-Dixon Line ad assetto variabile però non serve a prendere voti, ha uno scopo ben più subdolo e negativo, il controllo delle masse!

https://manuelsimonini62.wordpress.com/2014/08/12/il-sacro-blog-e-la-propaganda/

https://manuelsimonini62.wordpress.com/2014/06/17/tzetze-il-pericoloso-sito-che-diffonde-la-malattia-del-sonno-della-ragione/

Il Pacco Quotidiano

Nel precedente post ho lasciato in sospeso un tema della strategia di comunicazione grillina che viceversa ritengo importante. Ho ripensato a quel “prima o poi” che avevo scritto, e mi sono reso conto che è meglio prima, nel poi non ho certezze.

Nel diciassettesimo secolo, per risolvere una disputa territoriale fra le famiglie Penn (da cui deriva il nome dello Stato della Pennsylvania) e Calvert, vennero ingaggiati Charles MasonJeremiah Dixon, due astronomi inglesi che diverranno celebri per quella che ancora oggi è nota come la Mason-Dixon Line. Tracciata per risolvere la disputa, finì per divenire un confine non solo territoriale, ma culturale fra nord e sud degli USA, al punto da essere un riferimento, oltre a ricoprire un ruolo simbolico, nella storia americana dei diritti civili. Tant’ è che ancora oggi la Mason-Dixon Line viene utilizzata in modo figurativo come confine politico-sociale.

Non è certamente il primo caso in cui…

View original post 1.274 altre parole

M5S vs Podemos

'The European House' Workshop
M5S vs Podemos

Samuele Mazzolini sul Fatto Quotidiano si auspica un Podemos italiano.

Dai commenti al mio post precedente sul successo di Podemos era emersa una certa curiosità per le somiglianze (e le differenze) tra il neonato partito spagnolo e il M5S. In realtà, già da prima avevo avvertito la necessità di un paragone: incalzato dal febbrile entusiasmo che gli manifestavo al riguardo, tempo fa avevo convinto un amico ad accompagnarmi a un evento organizzato dal circolo Podemos di Londra. “Ma questi sono come i 5 Stelle!”, aveva sentenziato in un primo momento, salvo poi ricredersi sulla scorta di nuovi elementi. A ben vedere infatti, le divergenze tra i due soggetti politici non sono meno significative delle convergenze.

Di primo acchito, l’accostamento è scontato. Entrambe sono formazioni che hanno gettato nello scompiglio sistemi politici consolidati, a dispetto dei sermoni dei notisti della stampa “perbene” che ne escludevano a priori la possibilità. Vengono così di fatto scardinate nozioni sedimentate come l’esistenza dei “moderati”, la necessità di convergere verso il centro e altri obbrobri intellettuali di questo genere. Il fenomeno è reso possibile da un’accumulazione senza precedenti di contraddizioni politiche ed economiche, ma soprattutto dalla chiarezza di una strategia che rifugge qualsiasi alleanza, da cui deriva la somiglianza tra le retoriche delle due forze politiche. La degenerazione delle istituzioni e l’acuirsi della precarizzazione –non solo del lavoro, ma della vita stessa– aprono quindi un varco, accessibile però solo a chi evita con astuzia semiotica di farsi confinare nell’angolino delle bandiere ormai sgualcite. Da qui l’appello al popolo, ai cittadini, ad un insieme molto più ampio dei soggetti tradizionalmente investiti dalla responsabilità di trasformare la società.

Leggi tutto l’articolo:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/06/grillo-vs-iglesias-perche-abbiamo-bisogno-di-una-podemos-italiana/1253930/

Più che un Podemos italiano, in realtà occorrerebbe un euro-shaker.

Le due realtà politiche, Movimento 5 stelle e Podemos ma non esclusivamente queste due, eliminando la dirigenza del Movimento 5 stelle, potrebbero essere complementari. Sarebbe necessario un confronto fra le rispettive basi a partire dal livello europeo, ma scendendo poi al livello locale dove il Movimento ha la sua maggiore forza ed efficacia, si veda su tutte l’esperienza di Parma. Il confronto dovrebbe escludere le rispettive dirigenze coinvolgendo soltanto gli attivisti, in una sorta di Agorà continentale e cercare di includere tutti i paesi dell’unione. La casta continentale e mondiale non si può combattere all’interno dei confini nazionali. Inoltre i problemi principali, economici, ambientali e culturali travalicano le nazioni, osservando la Terra dallo spazio non si vedono confini.

 

M5S Verso una scissione?

'The European House' Workshop
M5S Verso una scissione?

Purtroppo le ultime evoluzioni portano verso una scissione e quindi verso una lenta agonia del movimento. Poiché ritengo che Grillo si renda perfettamente conto di questo, mi chiedo se sia una sua scelta deliberata oppure sia condizionato da altri. Ritengo che sia più probabile la seconda ipotesi e che chi condiziona sia la Casaleggio Associati.

Il nuovo organo di garanzia composto dai 5 deputati, credo sia uno specchietto per le allodole che serve solo a mascherare il potere della Casaleggio Associati all’interno del movimento. Perché è evidente che la Casaleggio Associati non ha solo un ruolo gestionale nel blog e nella comunicazione ma in realtà è proprietaria del movimento.
Insomma non credo affatto che Grillo sia un po’ stanchino ma al contrario un po’ condizionatino. Il post apparso sul blog non credo sia stato scritto da Grillo, lo stile espressivo non corrisponde al suo.

La rendicontazione e la restituzione dei rimborsi e degli stipendi ai cittadini è una iniziativa lodevole ma alla luce del fatto che viene usata come arma di controllo sui parlamentari in stile santa inquisizione andrebbe profondamente rivista. In pratica i portavoce dovrebbero rispondere ai cittadini e agli elettori, non alla Casaleggio Associati e nemmeno ai soli attivisti iscritti. Quindi si dovrebbe togliere di mezzo il sito ‘tirendiconto’ e chiedere ai portavoce di rendicontare come meglio credono sul web ed eventualmente anche su altri mezzi di comunicazione, purchè lo facciano e di lasciarli liberi di scegliere a quale fondo conferire i soldi restituiti.

Anche la centralità del blog, di lex e del sistema operativo andrebbe rivista. Inanzitutto perché tecnicamente non validi, ma anche perché fuori dal controllo degli attivisti e dei portavoce. Le consultazioni dovrebbero essere a voto palese, seguire una discussione preventiva atta a porre i quesiti in modo chiaro e condiviso ed essere certificate da un’azienda specializzata o da un comitato di volontari indipendente dallo staff. I tempi di votazione dovrebbero essere molto più ampi.

E’ atresì mia opinione che si dovrebbe ‘licenziare’ la Casaleggio Associati e sostituirla con un gruppo di cittadini volontari o stipendiati dal movimento che rispondano direttamente agli attivisti anziché ad un’azienda privata.