Il popolo greco è stato sconfitto?

Tsipras

Il popolo greco è stato sconfitto?
https://manuelsimonini62.wordpress.com/2015/02/10/aiutiamo-tsipras-contro-lausterita/

Sembrerebbe sia così. Ma forse è solo una battaglia ad essere persa, non la guerra.

Nella delusione si possono vedere alcune importanti novità positive:
1) In Grecia, col referendum popolare, si è creato un precedente che potrebbe estendersi ad altri paesi europei.
2) Nella trattativa i falchi sono stati costretti ad uscire allo scoperto ed a mostrare la loro natura di dittatori economici.
3) In tutta l’Europa i popoli si sono schierati chiaramente, in favore o contro l’austerità, questo non era mai avvenuto su base continentale ma solo all’interno delle singole nazioni.
4) La trattativa non è ancora conclusa ed il tentativo di destabilizzare la Grecia dall’esterno è parzialmente fallito.

Anche se politicamente la gente comune non ha il potere di intervenire direttamente nelle decisioni economico-finanziarie, essa può agire indirettamente, aiutare la Grecia e boicottare l’Europa finanziaria, attraverso una serie di azioni nell’economia reale:
1) Privilegiare l’acquisto di prodotti dei paesi in difficoltà.
2) Boicottare i prodotti dei paesi canaglia. (Germania in primis)
3) Acquistare prodotti locali e delle Pmi, ove possibile barattare.
4) Boicottare le multinazionali e la grande distribuzione.
5) Evitare il più possibile il ricorso alle banche, ritirare i depositi.
6) Creare dei fondi autonomi, completamente indipendenti e gestiti direttamente dal cittadini, dai lavoratori e dalle Pmi per agevolare un credito democratico. (un po’ come erano le banche popolari, ma al di fuori delle istituzioni regolari)
7) Condividere le azioni di protesta a livello europeo, inclusi scioperi, manifestazioni, boicottaggi, abbandonando le logiche di difesa nazionale e territoriale, creando una rete federale anti-austerità.

Sarebbe opportuno redigere un manifesto europeo anti-austerità e pro-democrazia, che comprenda tutte le iniziative da intreprendere e sia sottoscritto da tutti i partiti, movimenti, associazioni, sindacati e singoli cittadini che lo condividono. Pubblicizzarlo e cercare di applicarlo al meglio.

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La fine del lavoro.

LavoroGratis

La fine del lavoro.

Beppe Grillo ha ragione, la concorrenza (sleale) al lavoro umano sono le macchine.
Però le macchine (i robot) sono il futuro, il lavoro di produzione potrebbe scomparire completamente. Lo scopo delle attuali politiche economiche e finanziarie è quello di controllare i capitali (e le macchine) in modo da obbligare gli uomini al lavoro ripetitivo e mantenerli schiavi. Lo scopo principale è il potere, non la ricchezza!
(continua…)
https://manuelsimonini62.wordpress.com/2014/10/10/jobs-end/

La soluzione alla scomparsa del lavoro, almeno come è inteso oggi, sembra impossibile, invece è abbastanza semplice. Basterebbe che il reddito generato dalla produzione automatica venisse redistribuito in quantità sufficiente a giustificare la produzione stessa. Solo poche persone lavorerebbero, svolgendo mansioni più qualificate e molto diverse da quelle di oggi, ottenendo una ricchezza superiore alla media, ma sarebbero le macchine a mantenere la rimanente parte dell’umanità. Ovviamente la popolazione non dovrebbe aumentare oltre i limiti imposti dalle risorse del pianeta, altrimenti tutto si squilibrerebbe catastroficamente. Questo sarebbe possibile se fossimo di fronte ad un problema economico, ma la natura del problema che viviamo oggi non è economica ma politica. Ribadisco, lo scopo è il potere di pochi sulle masse.

Let’s support Tsipras against austerity

Tsipras

Bipolarism, Europe, globalization and the priorities of finance vs politics and the real economy have destroyed the representative democracy. We need a drastic turn to free us from men alone (or in bad company) to the command.

So: sink the constitutional (unelected Senate) and institutional (electoral law) reforms, leave the EU pact, nationalize the central bank, reintroduce protectionism and exclusivity of the state in the country’s strategic activities (health, education, energy, environment, telecommunications, energy and transport), economic planning at least ten years long, renegotiate public debt, a tax system based on capital rather than on income and indirect taxes, citizenship income, repeal of Treu, Biagi and Fornero laws. Instruments of direct democracy (proactive referendum without quorum, requirement of approval or rejection of the popular initiative laws with deadlines), limitation of the powers of government (eliminating or greatly limiting DDL, government delegation and trust votes) restoring the parliament centrality as provides by constitution.

We should support Tsipras, Podemos and all euro-critical forces, look for a coordination between all the countries of the south, to undo this Europe, reform it is not possible, to rebuild it on different basis (Ventotene Manifest).

Reforming the justice in a completely different way from what we now propose all political forces, reducing the time of civil process, abolition of the prescription for more serious financial crimes, laws with expiration date, abolition of any privilege for politicians. (with the exception for opinion crimes)

Reforming the school, especially the universities, which should be available to all citizens regardless of age, even with individual courses or courses of study, indipendently of the degree programs, providing services to businesses and being central in basic research.

In short, a ‘Left’ program if you can call it yet, otherwise call it populist but the content doesn’t change.

Aiutiamo Tsipras contro l’austerità

Tsipras

Il bipolarismo, l’Europa, la globalizzazione e la priorità della finanza sulla politica e l’economia reale hanno distrutto la democrazia rappresentativa. Occorre una svolta drastica che ci liberi dagli uomini soli (o in pessima compagnia) al comando.

Quindi: affossare le riforme costituzionali (senato non elettivo) e istituzionali (legge elettorale), uscire dai patti UE, nazionalizzare la banca centrale, reintrodurre protezionismo ed esclusività dello stato nelle attività strategiche del paese (sanità, scuola, energia, ambiente, telecomunicazioni, energia e trasporti), programmazione economica almeno decennale, rinegoziaziare il debito pubblico, un sistema fiscale basato sul patrimonio anziché sul reddito e sulle imposte indirette, reddito di cittadinanza, abrogazione delle leggi Treu, Biagi e Fornero. Strumenti di democrazia diretta (referendum propositivi senza quorum, obbligo di approvazione o bocciatura delle leggi di iniziativa popolare con tempi certi), limitazione dei poteri del governo (eliminare o limitare fortemente DDL, leggi delega e voti di fiducia) ristabilendo la centralità del parlamento come prevede la costituzione.

Dovremmo appoggiare Tsipras, Podemos e tutte le forze euro-critiche, cercare un coordinamento fra tutti i paesi del sud, disfare questa Europa, riformarla non è possibile, per ricostruirla su basi diverse (manifesto di Ventotene).

Riformare la giustizia in un senso completamente diverso da ciò che oggi propongono tutte le forze politiche, abbreviazione dei tempi dei processi civili, abolizione della prescrizione per i reati finanziari più gravi, leggi con data di scadenza, abolizione di qualunque privilegio per i politici. (con la sola eccezione per i reati di opinione)

Riformare la scuola, soprattutto l’università, che dovrebbe essere disponibile per tutti i cittadini di qualunque età, anche con singoli corsi o cicli di studio indipendentemente dai corsi di laurea, fornire servizi alle imprese ed essere centrale nella ricerca di base.

Insomma un programma ‘di sinistra’ se ancora si può chiamare così, altrimenti chiamiamolo populista ma il contenuto non cambia.

M5S vs Podemos

'The European House' Workshop
M5S vs Podemos

Samuele Mazzolini sul Fatto Quotidiano si auspica un Podemos italiano.

Dai commenti al mio post precedente sul successo di Podemos era emersa una certa curiosità per le somiglianze (e le differenze) tra il neonato partito spagnolo e il M5S. In realtà, già da prima avevo avvertito la necessità di un paragone: incalzato dal febbrile entusiasmo che gli manifestavo al riguardo, tempo fa avevo convinto un amico ad accompagnarmi a un evento organizzato dal circolo Podemos di Londra. “Ma questi sono come i 5 Stelle!”, aveva sentenziato in un primo momento, salvo poi ricredersi sulla scorta di nuovi elementi. A ben vedere infatti, le divergenze tra i due soggetti politici non sono meno significative delle convergenze.

Di primo acchito, l’accostamento è scontato. Entrambe sono formazioni che hanno gettato nello scompiglio sistemi politici consolidati, a dispetto dei sermoni dei notisti della stampa “perbene” che ne escludevano a priori la possibilità. Vengono così di fatto scardinate nozioni sedimentate come l’esistenza dei “moderati”, la necessità di convergere verso il centro e altri obbrobri intellettuali di questo genere. Il fenomeno è reso possibile da un’accumulazione senza precedenti di contraddizioni politiche ed economiche, ma soprattutto dalla chiarezza di una strategia che rifugge qualsiasi alleanza, da cui deriva la somiglianza tra le retoriche delle due forze politiche. La degenerazione delle istituzioni e l’acuirsi della precarizzazione –non solo del lavoro, ma della vita stessa– aprono quindi un varco, accessibile però solo a chi evita con astuzia semiotica di farsi confinare nell’angolino delle bandiere ormai sgualcite. Da qui l’appello al popolo, ai cittadini, ad un insieme molto più ampio dei soggetti tradizionalmente investiti dalla responsabilità di trasformare la società.

Leggi tutto l’articolo:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/06/grillo-vs-iglesias-perche-abbiamo-bisogno-di-una-podemos-italiana/1253930/

Più che un Podemos italiano, in realtà occorrerebbe un euro-shaker.

Le due realtà politiche, Movimento 5 stelle e Podemos ma non esclusivamente queste due, eliminando la dirigenza del Movimento 5 stelle, potrebbero essere complementari. Sarebbe necessario un confronto fra le rispettive basi a partire dal livello europeo, ma scendendo poi al livello locale dove il Movimento ha la sua maggiore forza ed efficacia, si veda su tutte l’esperienza di Parma. Il confronto dovrebbe escludere le rispettive dirigenze coinvolgendo soltanto gli attivisti, in una sorta di Agorà continentale e cercare di includere tutti i paesi dell’unione. La casta continentale e mondiale non si può combattere all’interno dei confini nazionali. Inoltre i problemi principali, economici, ambientali e culturali travalicano le nazioni, osservando la Terra dallo spazio non si vedono confini.

 

L’Euro ci sta uccidendo


L’Euro ci sta uccidendo

Riporto questo interessante articolo di Paolo Barnard, che spiega in modo chiaro i motivi cha hanno portato alla scelta dell’Euro. L’Euro non è l’unica causa dei nostri mali, ma è stato lo strumento attraverso il quale, il mondo dell’alta finanza globale si è appropriata della nostra sovranità nazionale. Attraverso questo cavallo di troia, hanno fatto passare trattati capestro che soffocano le economie ed il benessere dei cittadini.

E’ tutto falso, e ci stanno ammazzando.
Di Paolo Barnard


Faccio appello ai pochi che ancora usano la loro testa, vi prego, osservate.

L’Europa dell’euro sta esplodendo, e i prossimi a finire sotto le macerie saremo noi italiani, i portoghesi e gli spagnoli. Poi verranno i francesi e i tedeschi. Perché? Perché abbiamo tutti adottato una moneta, l’euro, che è sospesa nel nulla, non ha cioè uno Stato sovrano che la regoli, non si sa di chi sia, e soprattutto noi Stati europei la possiamo solo USARE, non possedere. E’ tutto qui il disastro, e vi spiego.

Ho già scritto che se la Grecia fosse ancora uno Stato che emette moneta sovrana non avrebbe nessun problema, perché potrebbe fare quello che fecero gli USA con un indebitamento assai peggiore (deficit di bilancio al 25% del PIL) 60 anni fa: emettere moneta, pagare parti del debito e rilanciare l’economia senza quasi limite. E’ esattamente quello che fa il Giappone da decenni. Osservate: oltre agli Stati Uniti che sono indebitatissimi (deficit di bilancio 1.400 miliardi di dollari e in crescita prevista fino a 2.900 fra 3 anni), il Giappone ha oggi un rapporto debito-Prodotto Interno Lordo del 200% circa (che in Europa sarebbe considerato l’inferno in terra), la Gran Bretagna ha in pratica lo stesso deficit di bilancio della Grecia e dovrà prendere in prestito 500 miliardi di sterline nei prossimi 5 anni. Ma avete sentito da qualche parte che vi sia un allarme catastrofico su USA, Giappone e Gran Bretagna? C’è qualcuno che sta infliggendo a quei tre Paesi le sevizie di spesa pubblica che saranno inflitte ai greci? No! Perché? Perché Stati Uniti, Giappone e Gran Bretagna sono possessori di una loro moneta non convertibile e non agganciata ad altre monete forti, e questo significa che i loro governi possono emettere moneta nel Paese per risanarsi come detto sopra. E attenzione: possono farlo prendendola in prestito da se stessi, che a sua volta significa che se si indebitano fino al collo possono poi rifinanziarsi il debito all’infinito. E’ come se un marito fosse indebitato con la moglie… cosa succede? Nulla, sono lo stesso nucleo. Noi Stati europei invece dobbiamo, prima di spendere, prendere in prestito gli euro dai mercati di capitali, e quindi per noi i debiti sono un problema, perché li dobbiamo restituire a qualcun altro, non più solo a noi stessi. Noi siamo il marito e la moglie indebitati con gli usurai, ben altra storia.

Ribadisco: uno Stato con moneta sovrana, come appunto Stati Uniti, Giappone o Gran Bretagna, può emettere debito sovrano senza problemi, e finanziarlo praticamente all’infinito con l’emissione di altra moneta, e questo, al contrario di quello che tutti vi raccontano, non è un problema (i dettagli tecnici in un mio studio futuro). Quanto ho appena scritto, è stato confermato pochi mesi fa, fra gli altri, dall’ex presidente della Federal Reserve (banca centrale) americana, Alan Greenspan, che ha detto “un governo non potrà mai fare bancarotta coi debiti emessi nella propria moneta sovrana”. Infatti USA, Gran Bretagna e Giappone, che emettono debiti immensi, non sono al collasso come la povera Grecia e nessuno li sta crocifiggendo.

A voi che avete una mente libera, non viene da chiedervi perché gli USA sono rimasti al balcone a guardare, senza far nulla, la nascita di questo presunto gigante economico dell’euro? Sono stupidi? No. Sono furbi. Sapevano e sanno esattamente quello che ho detto, e cioè che con l’unione monetaria noi Stati europei ci saremmo ficcati precisamente nella gabbia in cui siamo: prigionieri di debiti che non possiamo più controllare e rifinanziare con una nostra moneta sovrana. A chi non lo ricorda, rammento che l’Italia con moneta sovrana degli anni ‘70/80 era zeppa di debito e di inflazione, ma aveva un’economia fortissima che oggi ci sogniamo (e su cui ancora mangiano milioni di figli del boom di quegli anni). Guarda caso dalla metà degli anni ’80, dalla nascita cioè dei poteri finanziari sovranazionali che sono quelli che lucrano oggi sulle nostre disgrazie, si iniziò a predicare agli Stati con moneta sovrana che un debito pubblico e un deficit erano la peste, e questo non è vero. Rileggete sopra. Non lo sono mai se uno Stato ha moneta propria, perché di nuovo “un governo non potrà mai fare bancarotta coi debiti emessi nella propria moneta sovrana”. Alan Greenspan è piuttosto attendibile, e furbo. E allora che scopo aveva quel mantra ossessivo sui (falsi) danni di deficit e debito pubblico che nessuno oggi osa più sfidare? Risposta: spingerci nella mani di una unione monetaria capestro con regole assurde di limiti del deficit e del debito, che ci avrebbe sottratto l’unica arma possibile (la sovranità monetaria) per gestire senza danni l’indebitamento. E questo per compiacere a chi? Risposta: al Tribunale Internazionale degli Investitori e Speculatori guidato appunto dagli Stati Uniti, che con la scusa del risanamento degli Stati indebitati ma non più sovrani (noi appunto) ci costringe a vendere a prezzi stracciati i nostri beni pubblici ai barracuda finanziari, a deprezzare il lavoro con la disoccupazione (tanta offerta di lavoratori = crollano i loro prezzi, come con le merci), rovinando così le vite di generazioni di esseri umani, le nostre vite.

Infine, ricordo chi ha così fortemente voluto in Italia l’unione monetaria europea: Romano Prodi e Giuliano Amato in primis, che non sono stupidi e sapevano benissimo dove ci avrebbero portati. Alla faccia di chi ancora demonizza il centrodestra, che di peccati ne ha, ma confronto a questo sono cosucce da ridere. Qui stiamo parlando della svendita della speranza, per generazioni di cittadini, di poter avere controllo sull’economia, che è tutto, è libertà e democrazia, perché da cassintegrati/precari e senza più uno Stato sociale decente si è a tutti gli effetti degli schiavi.

La crisi dell’Europa, il calvario della Grecia e il nostro prossimo calvario, sono tutta una montatura costruita dall’inganno dell’unione monetaria, dall’inganno dell’inesistente dovere di risanare i debiti degli Stati, che non sono mai un problema se quegli Stati sono monetariamente sovrani. Un inganno ordito dai soliti noti di cui sopra.

Uscire dall’unione monetaria subito! Ritornare Stati europei con moneta sovrana e non convertibile, ora! Hanno ragione i greci, e faccio eco al loro grido scritto sulle pendici dell’acropoli: “Popoli d’Europa, sollevatevi

Rosetta updates

Rosetta

A useful summary of the situation #Philae / #Rosetta is right to say, to avoid going to fish out all the previous messages.
The lander #Philae arrived successfully on the surface of the comet 67P yesterday. Has touched the ground three times, bouncing the first for nearly 1 Km in height, and the second for about 20 cm. We are far from the point of landing default (without the first bounce was centered with a difference of about 100 meters!) but still in a good area to carry out scientific studies.
However, #Philae is not firmly anchored to the surface as the two main hooks were not fired. The screws anchor the end of the tripod that supports it, however, are inserted (minimum 2/3) in soil comet, giving a minimum of stability.
The tools all function nominally, according to forecasts. The new landing site, however, shows less sunlight, and then will have to resort to a schedule to avoid complete discharge of the batteries before it come back again sunlight.
Now the priority is to find the exact location of the lander, and this will be done by the high-resolution images of #Rosetta which could come as early as today or tomorrow. “First comet drilling is a fact!” ESA posted on Twitter Friday night. Italian drill is working.
http://www.theguardian.com/science/2014/nov/14/philae-comet-lander-drills-hammers-rosetta
Tools’ action will cause an opposite reaction in Rosetta’s Philae lander, perhaps nudging it into a more sunlit position.

Lander rotates into slightly sunnier position but apparently too late to charge batteries and keep systems running. Now is sleeping on the comet.
BERLIN, Germany (AP) —‚ The pioneering lander Philae completed its primary mission of exploring the comet’s surface and returned plenty of data before depleted batteries forced it to go silent, the European Space Agency (ESA) said yesterday.

“All of our instruments could be operated and now it’s time to see what we got,” ESA’s blog quoted lander manager Stephan Ulamec as saying.

Since landing Wednesday on comet 67P/Churyumov-Gerasimenko some 311 million miles (500 million kilometres) away, the lander has performed a series of scientific tests and sent reams of data, including photos, back to Earth. The science teams are now studying their data to see if they have sampled any of this material with Philae’s drill.

Data collected by Philae’s SESAME experiment suite support MUPUS results indicating the comet’s unexpected toughness. Early findings also show a low level of cometary activity at the probe’s landing site and a large amount of water ice under the lander, according to DLR.
“The strength of the ice founds under a layer of dust on the first landing site is surprisingly high,” said Klaus Seidensticker from the DLR Institute of Planetary Research, lead scientist on the SESAME instrument package, which was expected to study the comet’s composition and electrical, structural and mechanical characteristics.

While officials said Monday it was clear the drill worked, they could not say whether it gathered samples and deposited them in the lander’s instruments.
One of Philae’s sample analysis sensors — named COSAC — did collect data in “sniff” mode and detected organic molecules, presumably outgassing just above the comet’s surface.

SD2 principal investigator Amalia Finzi has reported that the drill was deployed as planned, extending 46.9 cm below the balcony of the lander and 56.0 cm from its reference point.

Although the ovens worked correctly, the scientists do not yet know how much – if any – material was actually delivered to the ovens by SD2, or whether the instruments sampled dust or gas that entered the chamber during the touchdown.
Because Philae was not anchored to the comet surface, it is also possible that, if the drill touched a particularly hard surface material, it moved the lander instead of drilling into the surface. Furthermore, the SD2 instrument lacks dedicated sensors to determine whether or not the surface has been reached, whether a sample was then collected in the sample tube, or if it was then discharged into the oven.

The lander also drilled into the comet’s surface in its hunt for organic molecules, but the latest results indicate that no soil was collected from the surface. So we only have data from what COSAC sniffed.

Read more: http://www.businessinsider.com/scientists-discover-life-forming-organic-molecules-on-a-comet-2014-11

 

This concludes the update today.

http://www.jamaicaobserver.com/News/Space-agency-says-Philae-completes-primary-mission_17953893

http://www.meteoweb.eu/2014/11/la-sonda-rosetta-atterra-sulla-sua-cometa-le-immagini-in-diretta-streaming-video-live/348871/


https://www.facebook.com/AstroPratica/photos/a.1513091222264504.1073741828.1511104912463135/1523865781187048/?type=1

14 June 2015
Lander Philae wakes up from hibernation
The first signals were received at ESA’s European Space Operations Centre in Darmstadt at 22:28 on 13 June.
Philae has an operating temperature of -35ºC and has 24 Watts available.
The scientists are waiting for more than 8000 data packets stored in Philae’s mass memory.

http://blogs.channel4.com/tom-clarke-on-science/philaes-long-sleep-planned/1862